IL MANIFESTO

3. L’olos audiovisivo (il pensiero riflessivo che sta alla base di ogni forma di rappresentazione spettacolare dei fenomeni naturali e culturali, sociali ed economici, storici ed ambientali, innovativi ed evolutivi) genera ed è generato dal dispositivo audiovisivo dell’inquadratura. Essa si presenta come spettacolo di realtà, come “realità” costruita con i linguaggi della realtà. L’inquadratura é un insieme significativo di segni e simboli (di “cinémi” direbbe Pasolini), un sistema integrato e dinamico di cose e persone, di testi e contesti, di figure e sfondi o, se si vuole, di “proposizioni spettacolari”, principali e subordinate, per rifarci al testo scritto. Da questo punto di vista essa é la forma più avanzata di rappresentazione olistico-riflessiva della mente umana. In essa trovano piena espressione l’interdisciplinarietà dei contenuti e l’integrazione olistica dei linguaggi, compreso l’alfabeto, nella duplice forma di “oralità secondaria o formalizzata” e di scrittura di ideazione e titolazione. Diversamente dalla composizione alfabetica, che richiede una sola operazione di scrittura, quella audiovisiva é il risultato di due distinte operazioni di scrittura: quella di chi propone se stesso come testo audiovisivo all’interno dello spazio scenico dell’inquadratura e quella di chi fa materialmente l’inquadratura. La prima operazione é “scrittura unitaria” del corpo e della mente; la seconda lo è solo della mente. Le due operazioni sono diverse e complementari, entrambe utili alla formazione del pensiero olistico. Pur tuttavia la prima é più coinvolgente dal punto di vista educativo perchè agisce direttamente sul protagonismo di chi fa lo spettacolo. Quando si é davanti ad una videocamera, cioé davanti ad pubblico giudicante ed invisibile, non é possibile nascondere e nascondersi. Bisogna tenere sotto controllo emozioni e pensieri per produrre emozioni e pensieri nel pubblico. Per essere comunicativi bisogna essere doppiamente concentrati: su quello che si sta facendo e dicendo e su quello che arriva nella testa, nel cuore e nella pancia del telespettatore. Nasce da questa doppia e simultanea esperienza di scrittura e di comunicazione il pensiero riflessivo sintetico-aperto dell’olos audiovisivo. Esso é al tempo stesso polisemico, inferenziale, abduttivo, situazionale, operazionale, rispecchiativo, interattivo, cooperativo, Diversamente dal logos alfabetico, l’olos audiovisivo funziona come un organismo. In esso tutto é collegato a tutto in un complesso gioco di relazioni esplicite ed implicite, interne ed esterne. In esso e con esso si porta a sintesi complessità e diversità, ragionamento ed immaginazione, immedesimazione e distanziamento, retorica e logica, naturalezza e artificialità, intenzionalità e casualità, arti e saperi, lavoro individuale e di gruppo. Il pensiero riflessivo dell’olos audiovisivo, finora ignorato dalla pedagogia e dalla scuola, é, presumibilmente, il quarto stadio di sviluppo dell’intelligenza umana. I primi tre stadi, sufficientemente studiati dalla psicologia evolutiva e cognitiva (si pensi a Piaget e Bruner), sono: la fase preoperativa o della rappresentazione attiva, la fase delle operazioni concrete o della rappresentazione iconica, la fase delle operazioni astratte o della rappresentazione formale. Il quarto stadio di sviluppo potrebbe essere chiamato delle operazioni olistiche o della rappresentazione spettacolare. Esso integra e sviluppa tutti i precedenti stadi intellettivi ed apre la scuola alla formazione della mente globale.

segue: L’audiovisivo