Il Manifesto in 10 punti
1. La Scuola Alfamediale (alfabetico-multimediale) insegna le tre più potenti culture riflessive del nostro tempo e di quello futuro: Umanistica, Scientifica, Multimediale. Quest’ultima è un nuovo ambiente di vita, pensiero, arte, informazione, comunicazione, studio, lavoro, già attivo nelle società avanzate. La nuova scuola si configura come un’ellisse irradiata da due grandi forze gravitazionali: il logos alfabetico della Cultura Umanistica e della Cultura Scientifica (le Due Culture) e l’olos audiovisivo della Cultura Multimediale (la Terza Cultura). L’incontro e la fusione delle due diverse forme di pensiero riflessivo innalzano i livelli individuali e collettivi di coscienza, intelligenza, responsabilità e libertà e favoriscono l’emersione di un nuovo umanesimo e di una nuova civilizzazione (video 1 Le 3 Culture, video 2 Lo spot, video 3 Il logo).
2. Il logos alfabetico (variamente inteso come discorso, ragionamento, ordine, verità, parola divina, scienza, legge delle cose), genera ed é generato dal sistema testuale della proposizione (soggetto - predicato - complemento). Il sistema proposizionale funziona come un motore meccanico con la sola differenza che al posto di trasformare l’energia in forzalavoro, trasforma semplici e gratuiti segni grafici su carta - punti, linee, forme, lettere, numeri, parole - in significazione- comunicazione. Attraverso l’esercizio della lettoscrittura testuale la Scuola Alfabetica compie da circa 2.500 anni due grandi magie di civiltà: allarga la sfera della cultura e della conoscenza umana oltre i limiti fisici dell’esperienza diretta del corpo; modella il pensiero riflessivo analitico-chiuso (non contraddittorio) della mente, al di là dei contenuti trattati. Con il passaggio al terzo millennio il sistema simbolico-culturale del logos alfabetico, forza e gloria del Mediterraneo classico e dell’Europa ed Occidente moderni, sembra entrato in crisi storica di sistema. La sua riflessività analitico-chiusa non riesce più a spiegare, prevedere ed affrontare i problemi di un mondo divenuto sempre più globale, complesso, accelerato, instabile, imprevedibile, “liquido” (video 4 L’alfabeto, video 5 La stampa, video 6 Scuola ragazzi televisione).
3. L’olos audiovisivo (inteso come rappresentazione “del tutto, dell’intero, dell’insieme, della forma organica, della complessità sistemica, della logica ecosistemica) genera ed è generato dallo spettacolo su schermo (cinema, televisione, computer, internet, videofonino…). L’olos audiovisivo, diversamente dal logos alfabetico, funziona come un organismo e procede per inquadrature e sequenze. Come è facile notare, non si tratta più, o soltanto, di tessere in ordine proposizionale segni grafici su carta, ma di orchestrare direttamente su schermo “insiemi semantici” di Realtà-Corpo-Parola ovvero “lo spettacolo di noi stessi nel mondo”. Nasce da questo rispecchiamento polisemico il pensiero riflessivo sintetico-aperto dell’audiovisivo, che la Scuola Alfamediale o delle Tre Culture innesta sul logos alfabetico delle Due Culture. L’olos audiovisivo è un’inesauribile e preziosa risorsa formativa ancora non individuata e sfruttata dalla scuola. Fare spettacolo su schermo richiede, infatti, un complesso, ragionato ed intuitivo lavoro di riflessione-integrazione culturale. Bisogna sapere integrare tutti i linguaggi umani, tutte le forme testuali, tutte le arti e i saperi, retorica e logica, immedesimazione emotiva e distanziamento critico, immaginazione creativa e formalizzazione comunicativa, autorialità e casualità compositiva, tecniche analogiche e digitali. Il gioco di tutti questi fattori libera l’intelligenza olistico-riflessiva dello studente, indispensabile per capire e vivere il senso del nuovo tempo storico, la complessità dinamica dei fenomeni naturali e culturali, l’incastro sinergico di sistemi e sottosistemi e così via (video 7 Lo specchio, video 8 La telecamera in classe, video 9 Lo studio TV).
4. L’audiovisivo è il più spettacolare linguaggio umano. È scritto con la telecamera (la nuova penna) e si compone e si legge sullo schermo (la nuova carta-scena). La composizione audiovisiva riunifica tutto ciò che l’alfabeto separa: corpo e mente, uomo ed ambiente, spazio e tempo, reale e virtuale, emisfero destro ed emisfero sinistro. Finora la cultura audiovisiva è entrata a scuola solo come risorsa didattica ed informativa, ma non certamente come linguaggio formativo e riambientativo. In qualche caso, s’insegna solo a leggerlo, ma non a scriverlo. Ciò mette insegnanti e studenti in uno stato di doppia schizofrenia culturale: da un lato l’alfabeto è contrapposto all’audiovisivo, dall’altro l’audiovisivo letto è scisso dall’audiovisivo scritto. Senza accorgersene, il doppio cortocircuito trasforma insegnanti e studenti in dissociati culturali: la scuola li vuole liberi e critici cittadini alfabetici, l’extrascuola li vuole sudditi audiovisivi, voraci e felici consumatori di spettacoli pensati e prodotti altrove. Per questo motivo, i ragazzi respingono la scuola e la scuola respinge i ragazzi (video 10 La lettura televisiva, video 11 La parola televisiva, video 12 L’intervista).
5. La mutazione linguistico-antropologica, antropologica, indotta dall’audiovisivo, è intensiva, pervasiva, diffusiva, invasiva, inarrestabile. La Scuola Alfamediale tiene conto dell’azione formativa e riambientativa del nuovo linguaggio e sblocca decisamente l’impasse pedagogico, assumendo l’audiovisivo come “secondo alfabeto” della scuola, come secondo centro dell’ellisse, come nuovo contenuto e mezzo di insegnamento, come linguaggio planetario (più dell’Inglese) da insegnare a leggere e scrivere dalla Scuola dell’Infanzia all’Università. La curricolarizzazione dello studio dei due alfabeti ha per finalità primaria la formazione integrata delle due diverse forme di pensiero riflessivo. Nella Scuola Alfamediale i contenuti culturali delle singole discipline possono essere studiati sia con il primo modulo linguisticocognitivo, sia con il secondo o trasposti dall’uno all’altro. In questo senso sono interamente confermate e rivalutate le tradizionali forme di scrittura monomediale come il disegno, il tema, il riassunto, la traduzione, il problema, la ricerca, l’interrogazione (come scrittura parlata). Ad esse si aggiunge un nuovo compito di scrittura che tutte le sottende e le ingloba, quello audiovisivo-multimediale della presentazione su schermo (vedi ultima pagina e video 13 Nella Scuola dell’Infanzia, video 14 Nella Primaria, video 15 Nella Secondaria, video 16 All’Università).
6. La presentazione su schermo è la più avanzata tecnica didattica di scrittura olistica. Consiste nel mettere lo studente davanti alla telecamera, e dunque dentro lo schermo, per fargli “fare spettacolo parlando”. La presentazione su schermo trasforma lo studente-spettatore in studente-autore-presentatore. La metodologia della presentazione prevede cinque passaggi didattici: 1) L’insegnante illustra alla classe un argomento di studio attraverso la tecnica dell’animazione culturale. 2) Gli studenti, individualmente o in gruppo, fanno ricerche, elaborano testi, preparano disegni sull’argomento o su aspetti ad esso collegati. 3) Ogni studente fa la presentazione su carta che consiste nel comporre una pagina illustrata destinata ad un virtuale pubblico di lettori. 4) Fa poi la presentazione su scena che consiste nel trasporre la pagina illustrata in una minilezione rivolta ai compagni. 5) Fa, infine, la lettura comunicativa della pagina illustrata davanti alla telecamera per un virtuale pubblico di telespettatori. A questo punto lo studente è pronto per la presentazione su schermo. Questa richiede le seguenti operazioni di scrittura e composizione: la stesura di un story board di poche inquadrature; la performance davanti alla telecamera dello spettacolo di “corporeità-verbalità”; la ripresa televisiva di oggetti ed ambienti o l’acquisizione allo scanner di disegni e grafici per insert di documentazione e chromakey di ambientazione; l’acquisizione, la selezione e il montaggio al computer dei materiali registrati e la postproduzione con l’aggiunta di titoli di testa e di coda, scritte in sovraimpressione, brevi frasi musicali di apertura e di chiusura. Si passa, infine, alla verifica in classe, generalmente molto attesa e sempre democraticamente valutata dalla classe. All’inizio la cosa sembra complicata ed impossibile, dopo le prime esperienze diventa facile e divertente per tutti (video 17 La classe alfamediale, video 18 La metodologia della “presentazione”).
7. L’insegnante alfabetico diventa alfamediale dopo avere sperimentato e vissuto sulla propria pelle le esperienze formative di presentazione su scena, su carta, su schermo e dopo essere riuscito a farle fare a tutti gli studenti durante lo svolgimento del suo programma scolastico. La fase iniziale della riconversione professionale è molto delicata: l’insegnante alfamediale sa che non deve aspettarsi alcuna comprensione e sostegno da parte del dirigente scolastico, dei colleghi, dell’intero sistema scolastico, che, naturalmente, poco sanno della “presentazione su schermo e dell’olos audiovisivo”. A suo favore ha solo gli studenti e parte dei genitori. Attualmente la formazione dei docenti avviene attraverso corsi promossi e coordinati dalla Rete Scuole Alfamediali. Gli insegnanti alfamediali che operano nelle singole scuole svolgono azione di referenza per la RSA e di contagio, formazione e tutoraggio per i colleghi della propria scuola (video 19 La formazione, video 20 Il confronto).
8. La redazione-edizione, a stampa e in video, si attiva quando studenti e insegnanti hanno acquisito un diffuso livello di competenza scenica, grafica ed audiovisiva. Essa permette alla classe la libera e periodica produzione di giornali e video didattici da diffondere on-line e off-line ad altre classi, alle scuole, alle famiglie, in risposta alle particolari esigenze informativo-formative del territorio e dell’attualità. Sistematicità, cooperazione, confronto ed emulazione innalzano rapidamente la quantità, la qualità e la varietà linguistico-culturale dei prodotti. La redazione-edizione apre la scuola alla cultura della produzione attraverso la produzione di cultura. Gli studenti aspettano ansiosi e da tempo un loro protagonismo nel sistema sociale della cultura e della comunicazione massmediale (video 21 Libri e video, video 22 Giufà e la porta, video 23 “Dicono di te”).
9. La riconversione alfamediale produce sulla scuola due profondi effetti rigenerativi: riattualizza e contestualizza il tradizionale lavoro monomediale di lettura e scrittura alfabetica, in forte calo d’interesse; istituzionalizza e stabilizza l’innovativo lavoro multimediale di lettura e scrittura audiovisiva, in rapida e selvaggia diffusione grazie a videofonini ultrapotenti e multifunzionali. Lo studio dei due alfabeti dà l’imprinting per la formazione della mente globale ovvero la capacità di coniugare la verità del logos con la verità dell’olos (video 24 “Parlare, che emozione!”, video 25 Gli esami).
10. La mente globale o alfamediale é il più potente “utensile” di cui dotarsi per attraversare la dimensione caotica e vertiginosa del tempo presente e futuro. Permette alle nuove generazioni di superare vecchi e nuovi dualismi: uomo e mondo, natura e cultura, caso e necessità, unità e molteplicità, ordine e disordine, certezza ed incertezza, globale e locale, produzione e consumo; di penetrare e governare con consapevolezza gli equilibri dinamici ed evolutivi degli ecosistemi; di vivere l’umanesimo globale di popoli e culture; di sviluppare l’armonia delle tre P: People, Planet, Profit. L’uomo alfamediale, come Ulisse, é sempre pronto ad attraversare il mare della conoscenza e della creatività e a sfidarne i mostri, le sirene, gli dei ostili (video 26 Sempre in mezzo al mare).